Quando mi sono messo a tunare la mia prima replica – da geek quale sono – mi sono studiato a fondo tutto quello che sono riuscito a scovare in rete sull’argomento.
Una delle prime cose che ho trovato è stata la famosa formula per il rapporto ottimale tra il volume del cilindro e il volume della canna, in funzione del peso del pallino:
rapporto = 7.5 × peso_pallino² + 1.55
La storia dietro la formula fa più o meno così. Un veterano dei forum con il nick 1tonne misurò i rapporti di volume per pallini di varie masse, e gli altri passarono anni a far girare i suoi risultati per i forum di softair (le tracce risalgono almeno al 2015 sull’Airsoft Sniper Forum). Nell’agosto 2018 pubblicò anche un articolo completo, What Barrel Length goes with what bb weight in an AEG, in cui descriveva l’esperimento – un AEG con cilindro pieno e una canna da 550 mm che tagliava 10 mm alla volta, cronografando a ogni passo l’energia per ogni peso di pallino.
La formula in sé, però, non era sua. Nell’aprile 2017 un utente di nome heregoeshell sull’Airsoft Sniper Forum prese i dati tabulati di 1tonne e ci fece passare attraverso una curva quadratica – come disse lui, a occhio e non con un metodo statistico – con l’avvertenza che il risultato poteva sbagliare fino al 10%. Quell’avvertenza, naturalmente, si è persa da qualche parte lungo la strada, e la formula è rimasta: ancora oggi la si cita per i forum come parola del Signore.
Il primo sospetto sulla formula mi è venuto lavorando con canne sotto i 250 mm, dove i miei risultati misurati si discostavano parecchio dalle sue previsioni; una canna tagliata alla lunghezza raccomandata dalla formula dava meno potenza di una più lunga di qualche centimetro. E poi, con le canne troppo corte, la potenza non saliva quando montavo un pallino più pesante – anche se, secondo la formula, avrebbe dovuto!
Il punto è che 1tonne, per quanto onestamente abbia documentato la procedura, ha misurato tutto su un’unica configurazione: un pistone, un gommino, una molla. La tabella – e la formula poi ricavata da essa – presuppone tacitamente proprio quell’hardware. La massa del pistone, che per esperienza mia incide davvero sulla potenza in uscita, nel calcolo non esiste come variabile; il diametro della canna è liquidato con un’osservazione di passaggio; l’hop-up lo regolava a occhio da capo per ogni pallino, “perché voli il più piatto possibile”. E il volume morto nel passaggio attraverso la testa cilindro e lo spingipallino, che cambia il modo in cui l’energia viene consegnata al pallino, non viene nemmeno nominato… L’intuito mi diceva inoltre che perfino la potenza della molla dovrebbe avere qualche effetto sull’efficienza.
Alla fine ho deciso di mettere per iscritto tutti i parametri e i processi fisici che mi venivano in mente e che potevano avere un ruolo in ciò che accade nella parte di compressione della replica – e di iniziare a sviluppare un programma che lo simulasse. Ho calibrato la teoria regolando i parametri fisici sulle mie misurazioni esatte e rigorosamente controllate, e ho verificato i risultati incrociandoli con ricerche e riferimenti esterni.
Dopo qualche mese di lavoro intensivo avevo un modello che si discosta dalle mie misurazioni solo in minima parte. Questo mi ha finalmente aperto una finestra sui processi dentro la replica che fino ad allora erano invisibili. Il programma mi permette di prevedere come un dato parametro influirà su velocità, gittata e traiettoria del pallino senza smontare la replica – oltre a cose che prima non potevo misurare in alcun modo, come la violenza con cui sbatte il pistone. E forse la parte più interessante di tutte – mi ha permesso di osservare in dettaglio il moto del pistone e del pallino, e da lì sono arrivato ad alcune conclusioni completamente nuove e inaspettate!
Tempo ben speso – per un risultato da cui la comunità softair, spero, riuscirà a cavare almeno un po’ di beneficio!